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Grsync, interfaccia grafica per sincronizzare files e cartelle.

Grsync, interfaccia grafica per sincronizzare files e cartelle.

Grsync, è un’interfaccia grafica per rsync, software per la sincronizzazione di cartelle e file, sviluppata sotto GTK (Gnome, Linux). Pur non implementando tutte le opzioni di rsync, permette comunque un rapido e facile uso per la semplice sincronizzazione di cartelle e file. Il software è rilasciato sotto licenza GPL, quindi è OpenSource.

Quando si rende necessario mantenere sincronizzate due directory, rsync è il tool che serve.

Si tratta infatti di un potente software da eseguire in console che grazie a Grsync si può sfruttare in pochi click nella interfaccia grafica.

        en)

grsync

Sito ufficiale di Grsync

      (en)

La home page di rsync

      (en)

Tutorial: Using rsync

Introduzione.

Entrambi gli applicativi sono in realtà il medesimo software, essendo grsync null’altro che la versione con interfaccia grafica del primo.

Lo scopo di rsync è quello di sincronizzare il contenuto di due directory qualsiasi in modo unidirezionale, ovvero definita una cartella sorgente ed una di destinazione si otterrà che il contenuto della seconda rispecchi quello della prima. Questo applicativo risulta dunque non (o poco) adatto in tutti quei casi dove l’utente modifica il contenuto di entrambe le cartelle, sorgente e destinazione; in tal caso può essere più utile usare Unison.

Installazione.

Entrambi gli applicativi sono disponibili da repository. Per il solo rsync:

# aptitude install rsync

Se si desidera invece avere un’interfaccia grafica e si ha installato un ambiente grafico:

# aptitude install grsync

Notare che installando grsync si installerà automaticamente anche rsync, dipendo il primo da quest’ultimo.

Utilizzo rsync.

rsync supporta una moltitudine di parametri, di seguito si fornirà dunque un solo esempio con alcuni dei parametri più comuni:

rsync -r -n -t -p -o -g -v –progress –delete -i –exclude-from=/cartella/file_esclusioni.txt /cartella/sorgente/ /cartella/destinazione/

grsync1

    -r, sincronizza anche le sottodirectory e tutti i relativi file.
-n, avvia come simulazione, ovvero mostra solo quello che farebbe senza modificare realmente alcunché. Quest’opzione è FONDAMENTALE, in quanto permette di identificare eventuali comportamenti e/o risultati anomali e quindi di correggere il comando. Si ricordi che un errore nella definizione del comando può comportare la perdita dei dati nella cartella di destinazione o anche in quella sorgente se per esempio si invertono accidentalmente le due. Chiaramente una volta verificato il risultato della sincronizzazione quest’opzione andrà eliminata in modo da far effettivamente sincronizzare le directory.
-t, aggiorna anche la data di “Ultima modifica” dei file copiati nella cartella di destinazione.
-p, imposta per i file nella cartella di destinazione lo stesso schema di permessi di quelli sorgenti.
-o, imposta per i file nella cartella di destinazione lo stesso proprietario di quelli sorgenti, ove possibile.
-g, imposta per i file nella cartella di destinazione lo stesso gruppo di quelli sorgenti, ove possibile.
-v, aumenta il numero di informazioni stampate a video.
–progress, mostra un indicatore percentuale del progresso delle operazioni. Implica l’opzione -v, pertanto se si specifica –progress è ridondante specificare anche -v (come fatto in quest’esempio).
–delete, elimina nella directory di destinazione tutti i file che non sono presenti nella directory sorgente. Si ricordi che nei log e nelle informazioni stampate a video la voce deleting è associata solo e soltanto a quei file che sono presenti nella cartella sorgente, ma non in quella di destinazione; se un file è presente nella cartella di destinazione e deve essere sostituito perché quello sorgente ha subito delle modifiche, tale messaggio non compare (le modifiche apportate ad un file sono visibili tramite gli attributi, vedi più avanti).
-i, fornisce una serie di indicazioni sulle operazioni che sta eseguendo a riguardo di un certo file o cartella. Maggiori informazioni nell’apposita sezione.
–exclude-from, specifica il percorso di un file contenente un elenco di file e cartelle da non includere nelle operazioni di sincronizzazione. Maggiori informazioni nell’apposita sezione.

Opzione “-i”, “–itemize-changes”

Attivando quest’opzione all’inizio di ogni riga viene stampato un codice del tipo YXcstpoguax. Questo codice può essere scomposto in tre parti: Y-X-cstpoguax.

    Il primo carattere, identificato dalla lettera Y, può assumere i seguenti valori:
< indica che si sta trasferendo un file da una posizione locale ad una remota.
> indica che si sta trasferendo un file da una posizione remota ad una locale. Se le cartelle da sincronizzare sono entrambe in locale questo sarà l’unico simbolo associato al trasferimento di un file, a prescindere da quale cartella venga indicata come sorgente e quale come destinazione.
c identifica la creazione di una cartella o la modifica di un collegamento simbolico. Si noti che le cartelle a differenza dei file non vengono mai trasferite, ma solo create (e cancellate).
. significa che l’oggetto in questione o non verrà aggiornato del tutto o lo sarà solo a livello di attributi (definiti nella terza parte del codice). In poche parole nel caso di un file il punto sta ad indicare che la versione dello stesso presente nella cartella di destinazione non sarà sostituita (aggiornata).

        Per h e * si veda il manuale.
Il secondo carattere identificato dalla lettera X può assumere anch’esso diverso valori e identifica il tipo dell’oggetto esaminato, per esempio f identifica i file e d le directory.
La terza parte è costituita da 9 caratteri che possono assumere ciascuno solo cinque valori: quello indicato dalla lettera specificata nel codice ad inizio paragrafo, un ., un +, uno spazio o un ?. Un punto indica come per la prima parte che l’attributo considerato non è cambiato, mentre un punto di domanda indica che il valore di tale attributo non è stato possibile identificarlo. Il carattere “più” compare solo nel caso di file presenti nella sorgente, ma assenti nella destinazione e sostituisce simultaneamente tutti gli attributi; in tal caso il codice risultante è quindi f+++++++++ o <f+++++++++ (creazione di un nuovo file). Se due oggetti sono identici, ai punti vengono sostituiti gli spazi. Di seguito il significato delle lettere:
c, nel caso di file indica che il checksum tra il file sorgente e quello nella cartella di destinazione varia.
s, indica che la dimensione del file sorgente è differente da quella del file di destinazione. In questo caso si ha sempre un aggiornamento del file di destinazione.
t, indica che la data di “ultima modifica” del file sorgente è differente da quella del file di destinazione. Perché questo attributo sia valutato occorre che nella riga di comando sia stata specificata l’opzione -t, allora la data di ultima modifica del file di destinazione sarà sincronizzata con quella del file sorgente, viceversa no. Si noti che se si è scelto di aggiornare i file in base alla sola dimensione dei file e sia la sorgente che la destinazione coincidono dimensionalmente, allora non ci sarà alcun trasferimento del file, ma solo il suddetto aggiornamento della data di “ultima modifica”. Se un file viene invece trasferito evidentemente viene trasferito anche la data di “ultima modifica” a prescindere che fosse stata o meno specificata l’opzione -t nella riga di comando.
p, indica una discrepanza nello schema dei permessi tra file sorgente e destinazione. Perché questo attributo sia valutato occorre che nella riga di comando sia stata specificata l’opzione -p; se possibile lo schema permessi della destinazione sarà uniformato a quello del sorgente.
o, significa che il proprietario del file sorgente e di quello nella cartella di destinazione sono differenti. Perché questo attributo sia valutato occorre che nella riga di comando sia stata specificata l’opzione -o; se possibile il proprietario della destinazione sarà uniformato a quello del sorgente.
g, significa che il gruppo proprietario del file sorgente e di quello nella cartella di destinazione sono differenti. Perché questo attributo sia valutato occorre che nella riga di comando sia stata specificata l’opzione -g; se possibile il gruppo proprietario della destinazione sarà uniformato a quello del sorgente.
u, a, e x si rimanda al manuale.

grsync_ubuntu_foto

Alcuni esempi:

    >f+++++++++ prova.txt, il file è presente nella sorgente e non nella destinazione, quindi verrà trasferito.
>f..t..g… prova.txt, il file prova.txt è presente nella destinazione, ma ha data di “ultima modifica” e gruppo di appartenenza differente. Poiché non è stata attivata l’opzione –size-only il file nella cartella di destinazione sarà sostituito con quello nella cartella d’origine.
.f..t..g… prova.txt, il file prova.txt è presente nella destinazione, ma ha data di “ultima modifica” e gruppo di appartenenza differente. Poiché è stata attivata l’opzione –size-only il file nella cartella di destinazione non sarà sostituito con quello nella cartella d’origine, tuttavia avendo specificato le opzioni -t e -g avverrà una sincronizzazione dei suddetti attributi.

Opzione “–exclude-from”

Si parta dal seguente esempio di file testuale:

– *.*~
– .*
– Musica
+ Scaricati/
+ Scaricati/Programmi/
– Scaricati/*

Come si vede per ogni riga è stata indicata una risorsa, inoltre per ciascuna è stato premesso un – per definire un esclusione o un + per un inclusione. Sebbene il parametro serva a definire una lista di risorse da escludere il modo con cui esegue le operazioni rsync richiede che in alcuni casi si specifichino anche le risorse da includere. Questo perché rsync in caso contrario salterebbe completamente tutte le sottocartelle di una cartella esclusa; si aggiunga inoltre che scrivendo – Musica si ottiene l’effetto di saltare a pie pari tutte le cartelle di nome Musica/, ovvero ipotizzando di avere una sottocartella Documenti/Musica/ anche questa sarà esclusa dalle operazioni di sincronizzazione e non solo ad esempio ~/Musica.

Il punto è che rsync legge dall’inizio la lista delle esclusioni ogni volta che esamina una nuova directory, ecco perché ammesso di avere la sola sottocartella Programmi in Scaricati e volendo omettere dalla sincronizzazione i soli file contenuti in Scaricati è necessario adottare l’ordine e la sintassi dell’esempio.
Come intuibile il carattere * permette di includere o escludere tutti i file, l’espressione .* solo i file nascosti e quella *.*~ tutti file terminanti con il carattere tilde.

Interfacce grafiche.

Grsync.

uitoolkit: gtk (es. gnome)

Quest’interfaccia grafica non è molto elaborata e non fornisce alcuna significativa semplificazione rispetto alla versione testuale, ad eccezione della possibilità di poter creare diversi profili in cui personalizzare le varie opzioni e quindi di non dover perdere tempo a scrivere ogni volta l’intera stringa di opzioni e parametri.

Si noti che solo alcune opzioni possono essere selezionate graficamente spuntando apposite checkbox, mentre la maggioranza no; viene tuttavia fornito un campo testuale in cui poter scrivere manualmente le stesse opzioni di rsync. Se l’utente volesse potrebbe non spuntare nulla e scrivere manualmente tutte le opzioni in tale campo.

Le cartelle di destinazione e sorgente possono essere specificate sia digitando direttamente i percorsi negli appositi campi sia utilizzando gli appositi tasti che permetto di selezionare le cartelle graficamente. Qualora una o entrambe le directory da sincronizzare fossero collocate su unità da montare manualmente e per la suddetta operazione di montaggio si usassero file manager come Nautilus, è consigliabile verificare che le cartelle vengano effettivamente montate nella posizione che ci si aspetta; se infatti nei campi sorgenti e destinazione di grsync si è digitato manualmente il percorso delle directory e uno o entrambi non corrispondono all’effettivo punto di montaggio è sempre possibile che grsync crei autonomamente tale/i cartella/i, con la conseguenza di non andare a sincronizzare le cartelle desiderate. Se per esempio si sbaglia la cartella di destinazione e rsync ne crea una nuova (quindi vuota) si noterà che tutti i file nella cartella di destinazione vengono aggiornati senza che contestualmente nessuno venga cancellato.

grsync-synaptic-1

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